(Un angolo della mostra ©Labirinto della Masone)
Sinuoso: è una parola che deriva da “seno” e, riferita a un corpo, sta per ‘flessibile’, ‘flessuoso’ (Treccani). Forse sta proprio qui la formula fortunata e di successo del russo Roman Petrovič Tyrtov (1892-1990), noto in Francia come Romain de Tirtoff e, ancor di più, con lo pseudonimo di “Erté”: far vivere nei manichini e nei loro abiti un flessuoso alito di vita, prolungando quelle figure sinuose nei loro abbigliamenti rutilanti e ricchissimi, panoplie armate di solo splendore decorativo. Fino al 28 giugno il museo del Labirinto della Masone di Fontanellato (Parma) ospiterà la mostra “ERTÉ. Lo stile è tutto”, dedicata a questo costumista, scenografo e illustratore; la mostra dà il titolo anche a un volume edito da Franco Maria Ricci, i cui testi sono del curatore della mostra, Valerio Terraroli, e Alessandra Tiddia.
Sono oltre 150 le opere messe in mostra: disegni, bozzetti (alcuni provenienti dal Victoria & Albert Museum di Londra), litografie, stampe a stencil, documenti epistolari e videointerviste. Si ripercorre così la lunga carriera artistica di Erté: collaboratore per oltre vent’anni della rivista “Harper’s Bazaar” (le sue illustrazioni comparvero anche su “Vogue” e “Cosmopolitan”), fu impegnato nella realizzazione di costumi per il teatro, il musical e il cinema. Lo stile di Erté è innervato da un’inconfondibile cifra Art Déco. Di quel linguaggio – lo “stile” del titolo – fu colpito anche Franco Maria Ricci che, già nel 1970, dedicò all’artista un volume, i cui testi furono curati nientemeno che dal filosofo francese Roland Barthes; in quell’occasione alcune opere di Erté entrarono a far parte della collezione oggi conservata nel museo del Labirinto.
La mostra, come accennato, è curata da Valerio Terraroli; l’organizzazione è in capo a Elisa Rizzardi e l’allestimento a Maddalena Casalis. Caterina Crepax ha realizzato invece gli abiti in carta che riproducono le fantasie artistiche di Erté. Chiudono l’allestimento le serie “Alfabeto” e “Numeri”, in cui l’artista adatta il suo sinuoso estro decorativo alla forma delle lettere e delle cifre.
Il Piccolo di Cremona, 23 maggio 2026