O⅃O: si scrive proprio così, con la elle al contrario, e sta per “Osare. ⅃iberi. Oltre”. L’acronimo trova la sua ragione anche in un colore – detto “olo”, appunto – recentemente scoperto o, meglio, prodotto (con tecnologia laser) dai ricercatori dell’Università della California a Berkeley. O⅃O Editore trova nel colore un simbolo fondamentale: l’obbiettivo della casa editrice, fondata da Manuela Bertuccelli, è la ripubblicazione di classici (con traduzioni e prefazioni nuove), riscoperti sotto una nuova luce. Per questa ragione, O⅃O non si limita a singole pubblicazioni: presenta una serie di trilogie di classici, il cui accostamento costruisce anche un percorso tematico e interpretativo. A contare è altresì la veste grafica: il lavoro sulle copertine permette di riconoscere questi lavori come provenienti dalla medesima casa editrice e frutto del medesimo progetto culturale. Bertuccelli, fondatrice e direttrice editoriale, è già stata curatrice di bozze ed editor; da anni è impegnata nel lavoro culturale.
Di seguito, riportiamo i volumi (tre trilogie) finora usciti. ASSEMBLATI: “Frankenstein” (Mary Shelley), “Le avventure di Pinocchio” (Carlo Collodi) ed “Eva Futura” (Villiers de l’Isle-Adam). DERIVE: “La linea d’ombra” (Joseph Conrad), “I solitari dell’oceano” (Emilio Salgari) e “Benito Cereno” (Herman Melville). DISFATTE: “Le mie prigioni” (Silvio Pellico), “Il padrone sono me” (Alfredo Panzini) e “Una nobile follia” (Ugo Tarchetti). Contestualmente, segnaliamo anche alcuni in prossima uscita: STRANIAMORI: “Elias Portolu” (Grazia Deledda), “Sciogli la treccia, Maria Maddalena” (Guido da Verona) e “Giovanni Episcopo” (Gabriele D’Annunzio); e ANIMALIA: “La fattoria degli animali” (George Orwell), “Cuore di cane” (Michail Bulgakov) e “Con gli occhi chiusi” (Federigo Tozzi). Il progetto editoriale è interessato, in prospettiva, a sviluppare un catalogo comprendente anche la narrativa contemporanea, la saggistica e le forme ibride.
Il Piccolo di Cremona, 16 maggio 2026