Tanto forte era l’eco dell’architettura lombarda che si pensò il progetto fosse di Donato Bramante: Santa Maria di Campagna a Piacenza, invece, fu realizzata su progetto dell’architetto piacentino Alessio Tramello. La posa della prima pietra, nel 1522, fu l’esito della decisione corale della comunità piacentina, che riunì le forze della Chiesa, delle fabbricerie, delle corporazioni e dell’aristocrazia locale. Sita nella zona occidentale, lungo il tracciato della via Francigena, la chiesa sorse inglobando un’antica cappella legata a una fonte miracolosa. L’imponente struttura a croce greca racchiude al suo interno una sontuosa collezione di pitture tardo rinascimentali, sulle quali spicca il contributo di Giovanni Antonio Sacchis, detto il Pordenone (dal nome della città d’origine): al suo lavoro e a quello di Bernardino Gatti, detto il Sojaro, è riconducibile l’affrescatura della cupola, oggi visitabile con tour guidati, a cura della cooperativa Cooltour Piacenza.
Gli affreschi a decorazione del vertice della chiesa fecero interrogare gli storici dell’arte sul perché della compresenza di temi religiosi e profani; si arrivò a spiegarne l’alternarsi come un ciclo dedicato alla rinascita in chiave cristiana. A segnalare l’alternanza, il colore: policromia per le scene religiose, monocromia per le pagane. Della cupola, Pordenone affrescò il lanternino con un Dio Padre, le maestose vele con profeti e sibille, i costoloni e il fregio sottostante, con eroi e dèi dell’antichità classica. Il Sojaro completò l’opera dipingendo gli Apostoli nelle lesene, le Storie della Vergine nel tamburo alla base e i quattro Evangelisti nei pennacchi inferiori. Ai colori rutilanti e alla vivacità delle scene, che già colpiscono il visitatore che le rimira dal basso, si somma la grandezza delle figure per chi si trova alla distanza ravvicinata che permette la salita: ci si trova allora faccia a faccia con l’opera di due artisti, Pordenone e il Sojaro, che hanno lasciato un’eredità pittorica fondamentale anche a Cremona, dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta alla chiesa conventuale di San Sigismondo, ma anche in chiese più appartate come San Pietro al Po, dove fa capolino – tra le cappelle laterali – una pala del Sojaro, l’Adorazione dei pastori.
Il Piccolo di Cremona, 9 maggio 2026