Una Parigi che non c’è più, raccontata da Giovanni Catelli

LIBRI • E’ da poco uscito il nuovo libro del poeta cremonese corredato da foto in bianco e nero

“Parigi, e un padre” è il nuovo libro del poeta cremonese Giovanni Catelli, appena uscito per la casa editrice Inschibboleth nella collana “Margini”. È del narratore il padre di cui si racconta, uno studente di medicina nella Parigi del secondo dopoguerra, infaticabile frequentatore della città anche nel resto della vita, famiglia al seguito. Ma sono la memoria, il ricordo e quella nostalgia metafisica (quella che non si è vissuta, per forza, in prima persona) i veri protagonisti: «Ciò che si conserva, del tempo, degli anni fuggiti – scrive Catelli – è solo la minima parte, di un’ignota nervatura degli eventi, sparse luci nello sguardo, una scintillazione di fibrille nella memoria, rari oggetti, libri, fotografie, fogli sperduti». Lo sfondo è una Parigi che non c’è più, affollata e deserta, assolata e piovosa, euforica e uggiosa, in un’epoca che faceva toccare il ricordo dell’orrore e la speranza per l’avvenire.

La scrittura di Catelli, forse un unicum tra le cose in circolazione, tiene insieme i tasselli del racconto grazie a un caratteristico timbro poetico: evoca gli stati d’animo con precisione, ma ne sfuma i contorni; rarefa la narrazione, ma isola con chiarezza gli snodi necessari.

«Il libro – dice l’autore – è una meditazione sul tempo, sul ricordo, su ciò che sta scomparendo e, allo stesso tempo, un tentativo di fermarlo, quel tempo. Per me, la letteratura ha come scopo proprio quello di opporsi al tempo: è un tentativo di salvare delle cose, delle situazioni, delle persone. Mi premeva ricordare certi fatti, certe visioni e atmosfere. Quello che mi stava più a cuore, insomma, era ricostruire un’epoca, e delle persone: diverse da quelle che siamo abituati a conoscere e che rappresentano mondi ormai scomparsi».

Nel libro ci sono anche delle foto, in bianco e nero, che guidano il lettore nella rievocazione. Ma non ci sono didascalie, né le immagini hanno un ordine preciso. E questo le fa parlare ancora di più.

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