Le opere di Koons sulla via Emilia, la mostra a Fiorenzuola

Superato l’Arda all’ingresso del paese ci si sente già un po’ nella mostra: uno striscione sulla soglia di Corso Garibaldi, la strada centrale di Fiorenzuola (PC) sul tracciato della Via Emilia, annuncia “Jeff Koons – Balloons & Wonders” (visitabile fino al 6 aprile). Anche diverse vetrine del centro espongono locandine e piccole sculture a richiamo dell’esposizione, che si tiene a palazzo Bertamini Lucca, sempre in Corso Garibaldi, in maestose sale affrescate. A portare le opere dell’artista newyorkese sulla Via Emilia è stata la galleria Deodato Arte, in collaborazione col Comune. Tre, le sezioni. La prima, “Antiquity”, è composta da opere in tecnica mista su carta, tele dove si stratificano immagini di statue antiche (l’“antichità” del titolo), quadri, graffiti e altre immagini. La seconda, “Gazing Ball”, è una serie di riproduzioni di quadri di artisti celeberrimi (da Giotto a Gauguin) che incastonano una sfera riflettente (“gazing ball”) blu: nell’idea dell’artista, il visitatore finisce narcisisticamente per specchiarsi anziché contemplare l’opera. Infine, si arriva al marchio di fabbrica di Koons, le sue opere più riconoscibili: i “Balloon Animals”, sculture raffiguranti degli animali fatti coi palloncini, realizzate in porcellana di Limoges.

Jeff Koons è un artista contemporaneo fortunato e controverso che non avrebbe raggiunto la fama di cui gode oggi, quotazioni astronomiche delle opere comprese, senza la vocazione di pubblicitario e venditore anche di sé stesso: nel ripercorrere la sua biografia ci si sente sempre in dovere di menzionare il suo effimero matrimonio con la pornostar Ilona Staller (un’involontaria strategia di autopromozione?). Alla base del successo, c’è invero una solida intuizione: come ha spiegato il curatore della mostra, Luca Bravo, “Jeff Koons ha scoperto che l’arte per essere potente non ha bisogno sempre di disturbare, ma forse ha bisogno anche di coccolare, rassicurare e farci sorridere”. Un artista, dunque, “organico”, come avrebbe detto Gramsci, cioè espressione di una società, quella dei consumi, che non rinnega e anzi sfrutta a proprio vantaggio. Nel susseguirsi delle sue opere, sembra di trovarsi in una versione di lusso e rutilante di quei discount non alimentari: oggettistica per la casa e il giardinaggio (le “gazing balls” sono anche un ornamento da giardino); ma anche poster, soprammobili buffi e l’occorrente per feste casalinghe, palloncini compresi. Certo alla fine ci si chiede: questo accumulo giocoso e irriverente durerà nella storia?    

Il Piccolo di Cremona, 28 marzo 2026

Lascia un commento