Quando si parla di clima Cremona è sempre in fondo

(Foto di Joe da Pixabay)

Il Sole 24 Ore ha stilato l’apposita classifica con i dati di 3BMeteo. La città del Torrazzo occupa la 101ª posizione su 107. Negli ultimi 15 anni estati più calde e aria stagnante.

Nella classifica del clima delle città italiane c’era di aspettarsi che Cremona non si trovasse nelle prime posizioni e forse nemmeno sorprende che la città figuri tra le ultime: stando ai dati di 3BMeteo, rielaborati dal «Sole 24 Ore», su un totale di 107 città, Cremona occupa la 101° posizione, davanti ad Asti e dopo Piacenza. Vediamo più da vicino alcuni dati, compresi quelli che ci hanno condotto così in basso alla classifica. La rielaborazione dei dati è a cura di Marco Guerra dell’ufficio studi e analisi del «Sole 24 Ore» e Marina Caporlingua, ed è consultabile sulla piattaforma Lab24.

Il caldo estivo è sempre più insopportabile

Innanzitutto, l’impressione che la città sia sempre più calda è confermata dai dati: negli ultimi 15 anni la temperatura media di Cremona è aumentata di 2,6°C, in linea con le città vicine quali Brescia (+2,7°C), Mantova e Piacenza (+2,8°C). A pesare in questo senso sono certamente le giornate di caldo estremo, caratterizzate da una temperatura massima superiore ai 35°C: si passa da una media di 1,7 nel 2010 agli attuali 19,3. Passano poi da 50 a 74 le cosiddette notti tropicali (temperature notturne superiori ai 20°C). A farsi notare rispetto alla media del nord Italia sono le ondate di calore cremonesi (cioè tre giorni consecutivi con temperature superiori ai 30°C): da 13 a 21, mentre la media del Nord Italia è di 18,5. Le ondate di calore pesano non poco nel portarci in fondo alla classifica, anche perché bisogna aggiungere il basso punteggio totalizzato nel caso di una voce che è un’entità quasi mitologica per i cremonesi: la brezza estiva.

Non ci sono più gli inverni di una volta

Dall’altro lato, è impressionante constatare anche che l’incidenza delle temperature minime è molto diminuita: negli ultimi 15 anni, le giornate con una temperatura percepita inferiore ai 3°C sono passate da 37 a 5. Anche in questo caso, la percezione di inverni più miti è decisamente suffragata dai dati. Ciononostante, le giornate molto fredde hanno ancora un certo peso nel tenere Cremona in fondo alla classifica, dal momento che sono comunque più frequenti nel centro della Pianura Padana che nel resto d’Italia, Nord compreso. Il numero delle gelide giornate padane, insomma, diminuisce, e di parecchio, ma non abbastanza da farci diventare una tiepida meta invernale; anche perché, se ciò accadesse, vorrebbe dire uno sconvolgimento climatico che nessuno si augura.

L’aria che non circola

Sappiamo che uno dei problemi maggiori di Cremona sta nella scarsa qualità dell’aria. In questo senso, la circolazione dell’aria non aiuta, benché la città non si trovi (come ci si potrebbe aspettare) nelle ultime posizioni: i lassi di tempo di 4 giorni caratterizzati da aria stagnante – vento inferiore ai 5 km/h, nemmeno 1 mm di pioggia e zero nebbia – sono passati da 50 a 83. Ma per contestualizzare questo dato, va precisato che nel calcolo non sono inseriti (come accennato) i giorni di nebbia: in questo caso, conosciamo ben pochi rivali, peraltro tutti localizzati alle nostre stesse latitudini; peggio di noi, infatti, fanno solo Lodi, Alessandria, Pavia, Ferrara e Rovigo. E le precipitazioni? La media dei giorni consecutivi senza pioggia è salita di circa una giornata; a calare è invece l’intensità pluviometrica, cioè la quantità di pioggia caduta in una giornata: 11,6 mm contro gli oltre 14 circa di 15 anni fa. Senza grandi sorprese, Cremona se la cava maluccio con l’umidità relativa, con 195 giorni all’anno fuori dal cosiddetto “comfort climatico” (cioè un’umidità compresa tra il 30 e il 70%).

Difetti e qualche pregio del clima cremonese

Frequenti ondate di calore, pochi agenti mitiganti d’estate, scarsa circolazione dell’aria, presenza non così infrequente della nebbia e qualche giornata ancora piuttosto fredda d’inverno: ecco le ragioni che, messe insieme, paiono rendere il clima di Cremona tra i meno attraenti d’Italia. Pur in una delle valli più fertili d’Europa, la città non gode abbastanza né del sole mediterraneo (che già spostandosi a Mantova splende giusto qualche ora in più), né della mitigazione che offrirebbe la vicinanza di qualche catena montuosa o del mare. Si tratta, comunque, più di una combinazione di fattori che di veri primati. Inoltre, bisogna riconoscere che Cremona vanta comunque una certa tranquillità sotto il profilo delle precipitazioni: sono sufficienti a scongiurare le siccità peggiori e, al tempo stesso, sono meno intense e disastrose che in altre zone d’Italia. Pur essendo una magra consolazione, anche per un aspetto relativo all’aria la città è posizionata bene: da noi, le raffiche di vento forti e pericolose sono una rarità.

Detto ciò, forse si sarà curiosi di sapere chi si posiziona ancora peggio che noi? Nelle ultime posizioni ci sono Caserta, Belluno, Terni e Carbonia (nel sud della Sardegna): tra ondate di calore e venti estremi, lì il clima e il cambiamento climatico picchiano ancora più duro.   

Il Piccolo di Cremona, 14 marzo 2026

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