I libri sono un classico regalo di Natale, versatile anche per il resto dell’anno. Ma i libri sono anche un business: sapreste quantificarne le dimensioni?
Quanto vale il mercato librario italiano?
L’AIE (Associazione Italiana Editori) dà dei numeri precisi: nel 2024 il settore ha fatturato un totale di 3,234 miliardi di euro. Il grosso delle vendite, pari a 1,735 miliardi di euro, sono dovuti alle vendite dei prodotti generalisti (non destinati cioè a un pubblico specifico) attraverso i più vari canali di vendita: le librerie, i supermercati, le fiere e gli store online (e-book compresi); questo segmento di mercato è detto trade. Un contributo tutt’altro che da sottostimare arriva dall’editoria scolastica: 790 milioni di euro. Segue poi l’editoria professionale, 557 milioni, e quella universitaria, 155 milioni. A completare il quadro ci sono le vendite alle biblioteche (63 milioni) e all’estero (53 milioni). Rispetto al 2023, il fatturato del 2024 è in calo dell’1,4%. Questa traiettoria sembra confermarsi anche per quest’anno: sempre l’AIE, riprendendo i dati del NielsenIQ BookData Panel Market Libri Italia, parla di una contrazione del mercato del 2% sui primi dieci mesi del 2025.
Si scrivono e pubblicano sempre più libri
Se state leggendo queste righe non è così improbabile che nel prossimo conteggio sia incluso anche il vostro, di libro. Nel 2024 sono stati pubblicati 85.872 titoli a stampa; la maggiore concentrazione è nel mercato trade (80%), cui segue il self-publishing (16%) e l’editoria scolastica (4%). A questi numeri, però, vanno aggiunti 37.659 e-book. Per i lettori italiani, l’offerta di libri non è mai stata così ricca: stando all’AIE, il “catalogo vivo” al quale possono attingere è arrivato alla cifra di 1,53 milioni di titoli. Tornando invece al numero di nuove pubblicazioni all’anno, un numero così elevato non deve stupire: già nel 2022, l’ISTAT ne conteggiava 102.987, comprendendo le auto-pubblicazioni. Solo quell’anno, ad aver scritto un libro erano state 17 persone ogni 10mila abitanti. Questo boom di pubblicazioni, però, avviene in un paese dove la lettura non è così popolare: sempre nel 2022 meno del 40% degli italiani con più di 6 anni aveva letto almeno un libro per ragioni non strettamente scolastiche o professionali.
La maggior parte degli italiani è composta da lettori “deboli”
Il dato diventa un po’ più confortante, benché non esaltante, se torniamo al report dell’AIE, in particolare all’Osservatorio AIE sulla lettura: gli italiani tra i 15 e i 74 anni che hanno letto un libro (“anche solo in parte”) sono il 73% della popolazione. Si considerino però due aspetti: nel conteggio è inserito, evidentemente, anche chi è costretto a farlo (dalla scuola alla formazione professionale); e comunque resta quel 27% della popolazione che non solo non legge, ma nemmeno apre un libro. Si ripropone anche qui, peraltro, l’ennesima divisione tra il Nord e il Sud della Penisola: nel Centro Nord ha letto almeno un libro l’anno il 77% della popolazione; nel Sud e nelle Isole si scende al 62%. Tornando ai dati ISTAT del 2022, si può constatare come l’hobby della lettura occupi un posto residuale nelle giornate degli italiani: “Il 17,4% delle persone di 6 anni e più sono lettori “deboli” (leggono al massimo 3 libri in un anno), il 15,4% lettori “medi” (3-11 libri in un anno). Solo il 6,4% sono, infine, lettori “forti” (almeno 12 libri nell’ultimo anno)”.
Una minoranza di titoli domina il mercato
Se è vero che il numero di libri pubblicati ogni anno in Italia è gigantesco, il mercato però ha la forma di un collo di bottiglia che si restringe parecchio. Come fa notare il “Post” – che utilizza i dati dell’AIE, incrociandoli con quelli di vendita certificati dall’istituto GFK – solo 3.254 titoli hanno superato le 2mila copie. In altri termini, arrotondando un po’ le cifre per dare un ordine di grandezza, nel 2024 “oltre 80 degli 85 mila libri pubblicati [avrebbero venduto] meno di 2mila copie”. Se guardiamo ai bestseller, il collo si restringe inesorabilmente: nel 2024 solo tre autori col loro libro hanno superato le 200 mila copie (Aldo Cazzullo, Joël Dicker e Valérie Perrin). Sopra le 100 mila copie sono andati solo 13 titoli (tra quelli citati dal “Post”, gli autori sono bestselleristi ben noti come Donato Carrisi, Antonio Manzini, Gianrico Carofiglio, Zerocalcare e Fabio Volo). Quelli che poi vendono tra le 50 e le 100 mila copie sono invece circa 30 autori. In Italia, il club di chi campa solo scrivendo libri – proviamo a ipotizzare – potrebbe stare seduto comodamente in un’aula da meno di 100 posti.
Il Piccolo di Cremona, 24 dicembre 2025