Foto di Alessandro Alliaudi, ambasciatore del Terzo Paradiso
C’è stato un abbraccio, simbolico e concreto, tra l’Ucraina e l’Italia all’insegna dell’arte, di cui poco si è parlato e che vale la pena rievocare. Il luogo dove è avvenuto, Kharkiv, è vicino alla linea del fronte: è la seconda città dell’Ucraina (poco più di 1,5 milioni di persone), occupata nelle prime settimane dell’“Operazione speciale” e poi riconquistata dall’esercito ucraino. A ottobre l’Università Beketov di Economia Urbana è stata testimone di un evento artistico ideato da Paolo Naldini, direttore della onlus Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, e il Mean (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta), fondato da Riccardo Bonacina, Angelo Moretti, Marianella Sclavi e Marco Bentivogli. Titolo dell’iniziativa: Terzo Paradiso, opera grafico-concettuale che rilegge il simbolo matematico dell’infinito (∞) e inserisce tra i due cerchi (simboli di natura e artificio) un terzo, che rappresenta una rinascita. L’opera è liberamente riproducibile e interpretabile, previa autorizzazione del creatore, Michelangelo Pistoletto.
Gli studenti e i docenti dell’università di Kharkiv, insieme a una delegazione di volontari italiani, hanno realizzato un murale ispirato alla creazione dell’artista sulla parete di un corridoio dal valore simbolico: come scrive Doriano Zurlo, autore per Vita di un articolo sull’evento e referente per la comunicazione del progetto Giubileo in Ucraina, quel corridoio “collegava la parte dell’edificio colpita dai missili con la parte rimasta illesa”. L’evento si è poi trasformato in una mostra: gli studenti di arte hanno reinterpretato l’opera con materiali, soggetti e sensibilità diverse. Allo stesso tempo, veniva proiettato un video dell’artista – realizzato per l’iniziativa e indirizzato agli studenti ucraini – nel quale Pistoletto ricordava l’importanza della creatività per quella “pace preventiva” che impedisce agli uomini “di mangiare altri uomini”.
Come ci racconta Doriano Zurlo, testimone diretto, “L’evento è stato molto sentito: ha coinvolto i docenti, il rettore e gli studenti della parte artistica (l’università si occupa di urbanistica anche sul versante estetico). L’opera di Pistoletto è un’opera studiata per essere riprodotta: ce ne sono esempi ad Assisi, New York e in giro per il mondo (alcuni realizzati con la land art)”. Zurlo ci parla poi del coinvolgimento, commovente, degli studenti: “Dell’attenzione di un grande artista si sono sentiti onorati. La sensibilità artistica degli ucraini, del resto, è profonda: alcuni artisti hanno decorato persino i bossoli e le ogive dei proiettili sparati. Gli ucraini possiedono poi una grande forza reattiva: l’università è stata bombardata più volte e, nonostante ciò, la struttura è stata ricostruita immediatamente. C’è un fortissimo senso di dignità e di appartenenza all’Ucraina, in una città, Kharkiv, dove gli abitanti peraltro parlano il russo”.
Il Piccolo di Cremona, 20 dicembre 2025