(nella foto qui sopra, alcune opere esposte all’XNL Piacenza in occasione della mostra Giovanni Fattori 1825-1908. Il genio dei Macchiaioli)
Giovanni Fattori fu il massimo illustratore del Risorgimento militare italiano, nonché l’esponente più noto del movimento dei Macchiaioli. Una mostra a Piacenza celebra i 200 anni dalla nascita del maestro toscano (Livorno, 1925 – Firenze, 1908); a ospitarla sono le sale del Palazzo Ex-Enel, oggi XNL Piacenza, spazio espositivo e di produzione artistica, proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il titolo completo della mostra è Giovanni Fattori 1825-1908. Il genio dei Macchiaioli ed è a cura di Fernando Mazzocca, Elisabetta Matteucci e Giorgio Marini. L’esposizione sarà visitabile sino a domenica 29 giugno 2025.
La mostra è suddivisa in due sezioni. La prima è dedicata al Risorgimento: vi compaiono sia delle grandi scene di battaglia, sia degli episodi minori e quotidiani, come gli appelli dei soldati e le letture della corrispondenza. Le grandi scene sono illustrazioni traboccanti di uomini, non di rado dai volti soltanto accennati. Queste masse, alle prese con la paura e la fatica delle battaglie, affrontano con dignità le loro imprese, spesso avvolti in grandi polveroni. Di quadro in quadro, le giubbe blu, piemontesi e francesi, si affollano in circostanze diverse: la truppa in movimento o a riposo; le grandi manovre; gli assalti concitati. Sarà solo una suggestione, ma se si aggiunge la scabra aridità dei paesaggi quasi si intravede già il realismo dei film sulla Guerra di Secessione (del resto, gli anni sono pressappoco gli stessi). Ci sono poi dipinti di soldati e cavalieri solitari, oppure a coppie o in manipoli sparuti. Suggestive sono le raffigurazioni di gruppi di vedette, che si stagliano su paesaggi scarni (un dipinto raffigura un lungo muro bianco) o su interminabili sfondi paesaggistici; sicché l’impressione è quella di una costante attesa. Interessanti sono anche le bozze preparatorie, dove si può ammirare lo studio meticoloso degli addobbi militari e delle pose dei soldati: ad es., gli studi sui soldati a cavallo.
La seconda sezione è dedicata a soggetti vari, non a carattere militare. Compare una serie di ritratti, a cui seguono quei paesaggi con figure per cui Fattori è altrettanto celebre: vi si trovano scampoli della sua Toscana, in particolare della costa e dell’entroterra livornese, ma anche della Maremma, la più brulla delle terre toscane. Spiccano i paesaggi mediterranei e acquitrinosi; i buoi maremmani, con le loro grandi corna, appesantiti dai gioghi; i butteri, sorta di cowboy maremmani, guardiani a cavallo di bestiame (anche qui, guarda caso, torna un po’ il Far West). Nei dipinti di figure umane si estrinseca una predilezione per dei soggetti appartenenti al mondo contadino e rurale, che quasi mai rivolgono lo sguardo agli spettatori; sono spesso raffigurati di spalle, intenti nelle loro attività e ignari dello sguardo nostro e dell’artista. Al fascino dei quadri concorre anche la campitura del colore: una stesura “a macchie”, funzionale a riprodurre le impressioni di uno sguardo, per così dire, annebbiato dalle sensazioni. Del resto, proprio dal modo di dare il colore “a macchia” proveniva l’epiteto – che all’inizio fu di scherno – di “macchiaioli”.
Federico Pani
Il Piccolo di Cremona, 21 giugno 2025